A VISTA | Traversata delle Grampian Mountains | SCOZIA 2

La scorsa primavera Franco Michieli e Davide Ferro hanno attraversato a vista le montagne centrali della Scozia. Abbiamo chiesto ai due protagonisti di raccontarci con immagini e riflessioni la loro personale esperienza. Di seguito il secondo reportage a firma di Davide Ferro, dopo il primo di Franco Michieli. Evidente nella galleria che segue il rapporto “speculare” annunciato nella prima introduzione, con Davide che ora fotografa Franco.

Questo scritto anticipa l’incontro pubblico di oggi, 20 agosto 2016, dove cercheremo di approfondire lo speciale rapporto di amicizia e fiducia tra i due compagni, fondamentale per affrontare questo genere di avventure. A vista.

***

SECONDA PUNTATA

La prima mattina si parte dal mare, si attraversa il paese e a seguire verso Ovest la campagna termina con le colline, con le foreste e un campo eolico.

Nuvole scure e basse, brughiere, torbiere, il vento da Nord, la pioggia, terreni pregni d’acqua, sfasciumi di alberi tagliati.

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Uno zaino pesante, non solo per il suo carico.

I primi tre, quattro giorni soprattutto fanno male le spalle.

Anche le incognite e il non conosciuto pesano sulle spalle e nella testa.

Ricerca di sicurezze, di punti di riferimento, di indizi e di conferme. Di indizi che confermino intuizioni, che diano risposta alla domanda continua.

Gli occhi continuano a cercare, soprattutto i primi giorni.

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Cercano ancora cose conosciute. Case, ripari, sentieri.

Vorrei trovare un prato verde, piano, dove mettere la tenda, un posto riparato, non zuppo d’acqua ma con acqua buona vicino…

Adesso vorrei scendere, trovare una strada, un villaggio…

Il dubbio, l’incertezza, la debolezza.

Certe domande aumentano e appesantiscono il carico.

Non abbiamo mappe, non abbiamo telefono.

– “Ma se succede qualcosa?”

– Qualcosa di bello o di brutto?

Non facciamo altro che vivere pienamente, intensamente, con amore, quello che ci accade ad ogni passo.

Perché in quella domanda è sott’inteso “qualcosa di brutto”?

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Le informazioni sono poche, volutamente, il cammino è ricerca continua, ogni passo è ricerca e decisione. Decido continuamente, passo qui o dieci metri più in là, salgo su quel dosso o continuo sull’argine, dorsali o vallate? Sarà giusto o sarà sbagliato?

Sbagliato?

Di quanto si può sbagliare?

E se sbagli cosa succede?

“Ti perdi!”

Cosa vuol dire perdersi?

“Mai avuto paura di perderti?”

No.

Mai, neppure per un momento.

Perché?

Questa domanda chiama una riflessione più profonda.

Fiducia.  Accoglienza. Sguardo appassionato. Accogliente, amorevole.

Nuovo a tutto questo, a questo modo di camminare nel mondo, ma con una compagnia.

Un amico che ti accompagna. Una compagnia che guida.

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Ho seguito Franco e ho avuto fiducia fin dai primi giorni in Norvegia.

Fiducia nell’esperienza.

Certezza che nel vastissimo spazio tra noi e l’orizzonte ci sia anche la nostra via.

Unica.

Dopo le brughiere e i terreni fradici d’acqua arrivano le montagne, la neve ghiacciata e dura, il vento forte, lunghe dorsali, valloni e laghi.

Raggiungiamo i punti più alti. Non è stata una ricerca ostinata quella delle cime più alte, neppure il trovare è stato casuale.

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In quello spazio davanti a me si nasconde qualcosa di buono, la mia storia, il mio percorso, qualcosa di sconosciuto ma potenzialmente bello, interessante.

Accolgo fiducioso quello spazio muovendo i primi passi.

Ogni mattina.

Accetto quello che potrebbe essere e ancora non conosco muovendomi, camminando.

Accolgo il rischio dello sconosciuto.

A pensarci bene è un rischio carico di promesse e di tesori neanche troppo nascosti.

La bellezza di un territorio, l’attesa del suo svelarsi e dispiegarsi davanti ai nostri passi, il sentimento di meraviglia, il rapporto che si crea con lo spazio tutto attorno, il ritmo e le distanze, le sorprese e le scoperte, uno sguardo in ricerca e allo stesso tempo in contemplazione.

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L’ignoto può essere fonte di meraviglia. Non solo per l’ambiente esterno che sto esplorando.

Fuori si dispiega un territorio e un mondo sconosciuto e in contemporanea vivo sentimenti, domande e scoperte nel profondo di me.

Tutto si impasta insieme, il paesaggio, la forza dei muscoli, la bellezza, la fatica, la luce di quel lago e del cielo, il dolore ai tendini, la soddisfazione, la gratitudine, la torba scura e il fango, la neve, il dolore alle spalle,  la cena, l’incertezza, le conferme, la pasta calda, il carico pesante sulle spalle, le sorgenti d’acqua, il pensiero di casa e della persona che si ama, i piedi bagnati e poi gelati, la forza delle gambe e della schiena, le notti insonni, la direzione giusta, l’amore per quello che c’è intorno e per quello che stiamo facendo.

La gratitudine. Ovvero il desiderio, la richiesta che tutto questo, accada ancora.

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Dalla costa Est alla costa Ovest.

Nord della Scozia.

Aprile 2016.

Con la compagnia e l’amicizia di Franco Michieli.

Davide Ferro, 19 agosto 2016

***

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GALLERIA FOTOGRAFICA dell’Autore.

 

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